Lo ammetto, mi piace fare zapping. Ma il mio fare zapping si concentra principalmente sui programmi di approfondimento (chiamiamoli così) politico. Mi ritrovo, quindi, in seconda serata sul divano a passare da Raiuno, la7 e Canale 5 cercando di comprendere cosa stia succedendo a queste benedette elezioni politiche tante invocate da Berlusconi.
Succede che i visi dei maggiori leader politici attuali rimbalzino tra le reti nazionali più importanti e si esprimano in quelle interviste costruite che tanto fanno clima elettorale.
Veltroni, Berlusconi, Casini, perfino la Santanchè si prostrano dinanzi al popolo elettore, affaticandosi per far capire che loro, i politici, sono migliori delle persone che li votano: perchè loro sono gente che ha voglia di lavorare, di restituire all'elettorato qualcosa di concreto, qualcosa che deriva dalle speranze di anni di politica disastrosa, di abbuffinaggio, di privilegi e propaganda faceta.
I capi dei partiti si accingono a dimostrare che la loro politica è esperienza di anni e anni in Parlamento, a decidere le sorti di un Paese allo sfacelo. Un Paese vecchio, tronfio, pesante, in recessione perpetua. Questi desideri sono riposti in persone che da 30 anni governano in maniera altalenante.
La risposta alle preoccupazioni degli italiani è garantire stabilità e maturità ai governi affidandoli agli stessi personaggi che quindici anni fa si lambiccavano il cervello per non finire in carcere con lo scandalo di Tangentopoli. Potrebbero fare tenerezza.
Si potrebbe persino compatirli se non fosse che i toni che usano durante le tribune politiche non fossero simili a quelli utilizzati in ogni campagna elettorale passata. Ma il rinnovamento dove sta?
Per una settimana ho guardato in successione Matrix, ospite Daniela Santanchè, la candidata premier de La Destra di Storace, poi Porta a Porta, ospiti prima Berlusconi poi Veltroni, Otto e Mezzo, ospite Storace.
Certo una bella sfilza di nomi importanti.
Ma, vi giuro, nemmeno i fratelli Marx possono arrivare a farmi ridere così tanto. sia
Ricordo alcuni episodi: la Santanchè che, imbeccata sul Partito Democratico, snocciola quanto biasimabile una formazione politica di sinistra così smaccatamente comunista e vecchia (come se 14 anni in parlamento fossero pochi).
Berlusconi che punta il dito contro le giunte di centrosinistra in Campania e sull'emergenza rifiuti: ma chi governò dal 2001? L'emergenza è scoppiata ora dopo i dodici anni passati a riflettere sulla possibilità di una crisi rifiuti. Poi, incerto dopo due inviti di Vespa, si avvicina alla famosa scrivania sulla quale siglò il "patto con gli italiani" e gli viene chiesto di ripetere il gesto simbolico: del patto nemmeno l'ombra però il Cavaliere si lancia in un favoloso confronto tra Italia e Germania e la crescita economica. Due cifre segnalate su un pezzo di carta è quanto di più simbolico poteva offrire Berlusconi.
Noto poi Veltroni fare capolino prima a Matrix, poi a Porta a Porta. Cavolo è uguale identico a Crozza (che lo imita): parla di giovani, di rinnovamento, di poltica fiscale ed economica ritagliata sul popolo. Le stesse parole che ripete in ogni sua intervista.... alla faccia del rinnovamento! Non cambia nemmeno un tema!
Menzione speciale per Storace che sembra essersi riletto gli scritti di Julius Evola nell'anticamera di Otto e Mezzo prima di andare in onda, e ai due giornalisti più atroci che la storia dell'informazione ricordi: Mentana e Vespa. Provate a farci caso: ogni loro intervista sembra costruita ad arte per non mettere in difficoltà l'ospite, nessun contraddittorio, nessuna discussione reale... tutto onirico, campato per aria.
Per smascherare qualunque truffa ai danni dello spettatore basterebbe concentrarsi nol sul "cosa", nè sul "perchè" MA bensì sul "come".... Provate a pensarci:
Mentana: "Quali sono i punti salienti del vostro programma economico?"
Berlusconi: "Certo... Presto detto, in primo luogo: abbassamento delle tasse..."
Mentana: "Come?"
Vespa: "La formazione del Partito Democratico ha preoccupato alcuni elettori riguardo la convergenza di alcuni partiti difficili come i radicali e i teodem della Binetti... crede sia una scelta obbligata?"
Veltroni: "Riusciremo a portare a termine la costituzione del più grande partito di centro sinistra abbattendo gli ostacoli con il dialogo e la concertazione."
Vespa: "E come?"
Naaaaaa, soltanto un brutto sogno.... una lieve speranza, si sa poi che "Chi vive sperando...."
Fornendo tutto il mio appoggio al pur sempre bravo Adinolfi per le prossime primarie del PD, mi chiedevo quanto ancora sarà lunga questa sorta di corsa all'oro per la poltrona di leader.
Sarò rimasto alle mie vecchie convinzioni però, pur rispettando la forte democraticità nella possibilità di scegliersi il candidato che "piace di più", credo fermamente nella vocazione piuttosto che nella formazione di un leader. Riconosco in un leader alcune caratteristiche fondamentali come il carisma, la popolarità, una grande capacità empatica e potenzialità dialettiche.
Nei leader (eufemismo) odierni, tali caratteristiche sono del tutto assenti o del tutto annacquate da atteggiamenti spregevoli sedimentati da troppo tempo nelle aule di Montecitorio.
Credo, inoltre, che bisognerebbe preoccuparsi maggiormente di altre questioni ben più pressanti e contingenti; consiglierei ai vari sottosegretari ed esponenti candidati di concentrarsi meno sui vari allestimenti per la propaganda e considerare la possibilità di risolvere altri problemi che potrebbero appassionare molto di più i cittadini che essi rappresentano nella città capitolina.
Per quanto possa sembrare assurda e velleitaria (in quanto nulla è più radicato in Italia del sistema di potere oligarchico il cui unico pensiero è mantenersi in vita attraverso il controllo sociale), la notizia di un possibile rinnovamento della classe politica italiana è vista e sentita, almeno da chi scrive, come una possibile uscita d' emergenza.
Una possibilità, per quanto tenue ed incerta, di ritrovare lo spirito democratico che contraddistingue chi per troppi anni ha sorbito le nefandezze parlamentari, tra indulti, condoni, liti intestine, e brame secessionistiche. Lontano da sit-in e girotondi, il progetto ha posto le basi attraverso un gruppo di volontari in cui non mancano ironia e contemporaneo senso del dovere.
Detto ciò aggiungo che , alle primarie del neo-nascente PD, la partecipazione di un movimento che nel ricambio vede una rinascita culturale, politica e sociale è quanto di più sincero si possa appoggiare.
Volgo, quindi, il mio sguardo e il mio plauso alla candidatura di Mario Adinolfi alle prossime elezioni, (nonostante del movimento non faccia più parte a cusa di diverbi interni d'opinione).
Nome: AF Sono lo specchio alla cui immagine vorresti assomigliare, il vaso di Pandora che vorresti scoperchiare per entrarci dentro e restarvici rinchiuso, lontano da quel mondo in cui ti senti intruso ed invisibile. Dentro a un' automobile, fermo in un ingorgo ad uno svincolo, il tuo sguardo immobile appoggiato sopra al finestrino col calore oscilla ed un perfetto estraneo che manco t'assomiglia t'osserva : vuoto, occhi vuoti come fuochi spenti, la faccia di chi proprio non ha niente da dirti o da darti ti sfiora facendoti paura... ma è solo la tua immagine nel tuo retrovisore...